Ciao Arnaldo, maestro di umanità e di letteratura
Con grande dolore nel cuore, l’Associazione piange la scomparsa di Arnaldo Bruni.
Un amico dell’Associazione, dei suoi componenti e fondatori e anche della nostra città. Un grande studioso e una bravissima persona.
“Arnaldo amava moltissimo Volterra. Quando veniva, voleva sempre camminare per le strade del centro e sul viale dei Ponti per sentire quella bellezza e quella grandezza che si avvertono col cuore in festa”, ricorda Daniele Luti.
Di seguito, un pensiero lasciato sempre da Daniele Luti:
Il 6 ottobre è morto Arnaldo Bruni, nostro amico e compagno di avventura: faceva parte, da più venti anni, della giuria scientifica del nostro premio. Arnaldo era professore emerito di letteratura italiana dell’Università di Firenze.
Nato a Scansano (Grosseto) nel 1943, il suo amore per la letteratura italiana, i punti luminosi del suo interesse, la sua curiosità intellettuale hanno implicato una visione poliedrica ed eclettica di sistemi e di autori , da Petrarca e Machiavelli a Pirandello, Bianciardi e Sciascia, anche se la sua attenzione costante è stata diretta allo studio del Neoclassicismo (Parini, Monti e Foscolo).
Bruni ha curato edizioni critiche fondamentali, tra cui la traduzione dell’Iliade di Vincenzo Monti, e ha dedicato studi approfonditi su Foscolo, con il suo libro Belle vergini. ‘Le Grazie’ tra Canova e Foscolo (Il Mulino, 2009), che rimane un punto di riferimento per gli studiosi.
Oltre alla sua attività di ricerca, ha diretto la rivista “Seicento e Settecento” e la collana “Testi e Studi di Filologia e Letteratura italiana” per Clueb, contribuendo a far conoscere e valorizzare il patrimonio letterario italiano. Tra le sue numerose pubblicazioni spiccano La Gazzetta di Milano di Parini (Ricciardi, 1981) e Foscolo traduttore e poeta. Da Omero ai ‘Sepolcri’ (Clueb, 2007). Recentemente ha curato un volume di lettere inedite di Luciano Bianciardi, Lettere ‘inutili’. Lettere e carteggi. Ai Familiari (ExCogita, 2024).
La nostra associazione ricorderà sempre la sua gentilezza, la sua generosa disponibilità e l’importanza costruttiva, per rigore e per magistero morale, dei suoi consigli e delle sue scoperte.
Nessuno di noi potrà mai dimenticare i momenti conviviali vissuti nel suo studio che raccontava, per i fasci di carte presenti ovunque, per i testi aperti come mappe stevensoniane ricche di tesori poetici, per un romantico oblò aperto su piazza Savonarola, il suo febbrile vivere le emozioni di uno studio appassionato; i pranzi velocissimi “di lavoro” consumati in una simpatica trattoria ricavata in un palazzo moderno a pochi passi dalla facoltà di lettere. Spesso, proprio in questi luoghi, sono state fatte scelte per rendere il nostro piccolo premio letterario un evento degno di Volterra, “una città dove si poteva sognare il futuro, guardando dall’alto dei suoi spazi sospesi, ricchi di vita storica e civile, la vastità degli orizzonti in fuga”. Grazie, professor Bruni.

