Riarmo – il grande inganno

Ultima Frontiera, associazione dedicata alla memoria e al ricordo di Carlo Cassola (tra le altre cose esponente antimilitarista e pacifista), sostiene questo evento di riflessione su temi tristemente attuali e quotidiani. 

Ritrovo giovedì 23 aprile, alle ore 17,30, presso La Vena di Vino in via Don Minzoni a Volterra. 

“La nuova inchiesta de lavialibera indaga i costi nascosti del riarmo europeo per i conti pubblici, la democrazia e la trasparenza. Sveliamo come, in nome della sicurezza, Bruxelles ha di fatto rinnegato la campagna contro le mine antiuomo, permettendo ai singoli Stati di procurarsele con i fondi Ue. Allo stesso tempo, ha modificato la struttura del bilancio comunitario, rendendo quasi impossibile capire da quali voci saranno sottratte le risorse per alimentare le spese militari. Per mobilitare i risparmi di cittadini e cittadine, spesso inconsapevoli, incoraggia gli operatori finanziari a definire “sostenibili” i fondi che investono nell’industria della difesa. L’Italia ripete lo stesso schema, rendendo meno accessibili i documenti programmatici sulla difesa e tentando di annacquare la legge 185, che da oltre trent’anni garantisce trasparenza sull’esportazione e l’importazione di armi.”

Nel ciclo di incontri di Ultima Frontiera dedicati al disarmo questo giovedì 23/4 incontreremo *Natalie Sclippa* redattrice de La Via Libera per parlare del numero dedicato al riarmo.

Il riarmo ci viene presentato come inevitabile. Eppure, dietro il linguaggio dell’urgenza con cui l’Europa lo legittima, prende forma una mobilitazione di risorse senza precedenti, che sposta equilibri e riscrive priorità politiche ed economiche.

Da qui nasce l’urgenza di ritrovare parole “disarmate e disarmanti”: parole capaci di interrogare il programma Rearm Europe / Readiness 2030 nelle sue implicazioni per la trasparenza e la democrazia, e insieme di raccontare le strade percorse da una società civile che sceglie di non arrendersi alla guerra.

*Natalie Sclippa* è una giornalista d’inchiesta e si occupa di trasparenza. Nel 2026 ha vinto il Premio Riccardo Laganà per il giornalismo d’inchiesta ambientale under 30. Ha collaborato al volume Proteggere dalla tratta (Donzelli, 2026) e ha firmato per La Via Libera numerose inchieste, in particolare sui temi delle Olimpiadi invernali e delle migrazioni. Tra le più recenti, l’inchiesta sui luoghi idonei, spazi segreti delle questure destinati alla detenzione amministrativa dei migranti in attesa di rimpatrio.

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