Ultima Frontiera e La Torre presentano “La rivoluzione di Caravaggio”

Venerdì 17 aprile alle ore 17,30, presso il Teatro Persio Flacco di Volterra, andrà in scena un evento dedicato alla pittura di Caravaggio. Ospite speciale Paolo Benvenuti, presiede Daniele Luti.

Paolo Benvenuti è stato assistente di Rossellini, Jean-Marie Straud e Danielle Huillet; ha fondato il cineclub “Arsenale” di Pisa ed è stato autore di lungometraggi come “Il bacio di Giuda” (1988), “Confortorio” (1992), “Tiburzi” (1996), “Costanza da Libbiano” (2000), “Segreti di Stato” (2003), “Puccini e la fanciulla” (2008). Nel 2001 ha istituito la Scuola di Cinema “Intolerance” tenendo diversi corsi di formazione sull’audiovisivo.

Di seguito una sua biografia:

BIOGRAFIA

Paolo Benvenuti (Pisa 1946) già molto giovane si dedica alla pittura diplomandosi al Magistero d’Arte di Firenze nel ‘65. Nel ’66 ottiene il I° Premio per la grafica “Città di Volterra”; nel ‘67 il I° Premio per la grafica “Provincia di Pisa”; nel ‘69 il I° Premio per la pittura “Città di Taormina”. Ma a partire dal ’68 abbandona progressivamente la pittura per il cinema. Nel ‘72 è assistente di Roberto Rossellini e nel ‘74 aiuto regista di Jean Marie Straub. Dal ’71 al 76, come insegnante di Scuola Media, introduce il linguaggio cinematografico nella sua didattica, facendo realizzare ai suoi alunni numerosi piccoli film. Dal ‘79 all’ ‘81 progetta, costruisce e fonda a Pisa il Cineclub Arsenale, un centro culturale polivalente che conta ancora oggi migliaia di soci. Negli anni ’83-85 insegna Tecniche di linguaggio cinematografico a Pisa nella Scuola Professionale “Operatori Audiovisivi” della Regione Toscana. Ha tenuto seminari di linguaggio cinematografico presso la Facoltà di Lingue dell’Università di Pisa nel ‘79, alla Esquela Internacional de Cine e TV dell’Avana (Cuba) nel ‘81, alla Scuola Holden di Torino nel ’97, al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma nel ’98. Dal ’96 al ’97 è in Sicilia dove, con il sociologo e pedagogo Danilo Dolci, progetta una Scuola di Cinema a Struttura Maieutica. Dal 2001 al 2008, applicando i principi della maieutica di Dolci, costituisce per il Comune di Viareggio la Scuola di Cinema “Intolerance” che formerà decine di giovani filmaker. Nel 2003 e nel 2004 tiene seminari di Storia del Cinema del Diritto alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Cassino. Dal 2006 ad oggi è invitato annualmente dalla Fondazione Horcynus Orca di Messina e dall’Università di Catania a tenere laboratori maieutici di linguaggio cinematografico per giovani e per adulti. Nel 2008 il Festival Internazionale del Cinema di Rotterdam (Olanda) gli dedica una personale completa dal titolo “1968-2008: Paolo Benvenuti, 40 anni di cinema contro”. Sul suo cinema sono state prodotte tesi di Laurea e di Dottorato di Ricerca nelle Università di Torino, Milano, Trento, Pavia, Bologna, Parma, Firenze, Siena, Pisa, Roma, Napoli, Bari, Catania. Dal 2012 ad oggi, per la Cattedra di Storia del Cinema dell’Università degli Studi di Firenze, tiene annualmente un laboratorio maieutico di Produzione cinematografica ai laureandi del Biennio Magistrale.

FILMOGRAFIA

1968 – Il Balla Balla (c.m.) (Cinegiornali Liberi di Cesare Zavattini)

1968 – Fuori gioco (c.m.) (Festival di Montecatini: I° Premio FEDIC miglior documentario)

1971 – Del Monte Pisano (c.m.) (Festival di Mannehim – Filmstudio Roma)

1972 – Medea – Il teatro del Maggio di Buti (m.m.) (Film Forum del Festival di Berlino)

1974 – Frammento di Cronaca Volgare (l.m.) (Festival di Ginevra)

1975 – Pasolini, morte di un poeta – dibattito in un quartiere emarginato (c.m.) Akai ¾“ (Arci)

1978 – Il Cantamaggio – Dario Fo e la tradizione dei Maggi (m.m.) RAI 2

1978 – Bambini di Buti (c.m.) RAI 2 – La TV dei Ragazzi

1979 – Il Cartapestaio (c.m.) (I° Premio Cinema Religioso di San Gimignano)

1984 – Il Giorno della Regata (c.m.) (I° Premio del Documentario Turistico al MIFED di Milano)

1988 – Il Bacio di Giuda (l.m.) ( Venezia, Toronto, Premio Spec. Giuria al Festival di Montpellier)

1992 – Confortorio (l.m.) (Premio Giuria dei Giovani al Festival di Locarno)

1993 – Fame (c.m.) (Università Gregoriana Roma)

1996 – Tiburzi (l.m.) (Festival di Locarno e Festival di Rabat)

1998 – Danilo Dolci a Trappeto (c.m.) (Centro Sperimentale di Cinematografia – Roma)

2000 – Gostanza da Libbiano (l.m.) (Premio Speciale della Giuria al Festival di Locarno)

2003 – Segreti di Stato (l.m.) (Festival di Venezia e di Toronto)

2008 – Puccini e la fanciulla (l.m.) (Festival di Venezia, di Parigi, di Tokio, di Pechino, di N.Y.)

2012 – Il volto del Santo (c.m.) (Festival del Cinema Religioso di Trento)

2015 – Made in Italy (c.m.) (Scuole d’Arte di Firenze, Ravenna, Siracusa)

2025 – Il frantoio di Medea (c.m.) (Comune di Buti, Compagnia del Teatro del Maggio)

PREMESSA ALLA CONFERENZA

Un giorno d’estate del 1996 ebbi notizia che un gigantesco dipinto di Caravaggio (oltre 4 metri di altezza per 3 metri di larghezza) fresco di restauro, era poggiato sul pavimento nel museo di palazzo Bellomo a Siracusa e si poteva avvicinare fin quasi a toccarlo. Subito raggiunsi quella città.

Dinanzi all’imponente dipinto mi resi conto che le figure in primo piano: due becchini, uno a destra e uno a sinistra, chini sulle pale a scavare una fossa, avevano più o meno la mia stessa corporatura. Tra i due, steso per terra, giaceva il cadavere di una fanciulla brutalmente sgozzata. Dietro quel povero corpo, raggelati dal dolore stavano i familiari, gli amici, i curiosi. Erano figure degradanti verso il fondo, in una sorta di virtuosismo prospettico. Sulla destra, seminascosti dal gigantesco becchino chinato di tergo, c’era un vescovo benedicente con tanto di mitra e pastorale e un soldato in armi col braccio teso in un comando al becchino di sinistra. Infine, incombeva sopra le figure l’alta parete di tufo d’una catacomba, sfiorata appena da una luce quasi metafisica. Una luce che, giocando con i corpi e i volti degli attori del dramma, si aggirava in modo irrispettoso in quello spazio angusto e dolente.

Indico il suo autoritratto

L’opera titolava Il seppellimento di Santa Lucia e Caravaggio l’aveva realizzata in soli quaranta giorni, tra i primi di ottobre e la fine di novembre del 1608.

Ma che ci faceva quei giorni il pittore a Siracusa? Chi gli aveva commissionato il dipinto? E come aveva fatto a realizzare tutte quelle figure in così poco tempo? Dietro quel quadro gigantesco si nascondevano tanti di quei misteri che per me, ricercatore curioso e appassionato, era un vero e proprio invito a indagare.

Così, dopo aver appreso l’intera biografia del Merisi, letto quanto pubblicato dagli storici dell’arte sulla sua pittura, ho iniziato a frequentare soprattutto la diagnostica dei restauratori e le loro incredibili scoperte. Ho affrontato poi testi di scienza ottica, alchemica e meccanica in uso nel 5-600 e, apprendendo da quei testi varie metodiche dei pittori dell’epoca, scoprii molti segreti del loro mestiere.

Ma le opere di Caravaggio avevano qualcosa in più. C’erano tracce nella sua pittura che le rendevano particolari. La diagnostica radiografica dei suoi dipinti rivelava infatti, oltre alla presenza di sostanze chimiche inusuali come il fosforo e l’argento, tre elementi totalmente assenti nei pittori suoi contemporanei. Questi erano: a) l’assenza di disegno preparatorio (cioè egli ritraeva uno dopo l’altro i suoi modelli sulla tela senza averli prima disegnati); b) i pentimenti in corso d’opera (spesso cancellava particolari o modificava la postura dei suoi modelli); c) delle misteriose incisioni lungo alcune parti dei modelli ritratti. Incisioni sulle quali nessuno storico dell’arte ha mai saputo dare una convincente spiegazione.

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